AndroBath nella riabilitazione Della funzionalità erettile dopo prostatectomia radicale

 

Se state ci leggendo questo vuol dire che siete dei pazienti a cui è stato diagnosticato un cancro di prostata e che probabilmente è stato curato con un’intervento chirurgico. Ora che che siete guariti dal tumore alla prostata si cerca la risposta alla paura di rimanere impotenti dopo l’intervento subito.

 Fino a pochi anni fa gli urologi si limitavano ad asportare completamente la prostata per guarire il paziente in modo definitivo dal tumore, senza curarsi che la maggior parte dei pazienti stessi rimaneva impotente per tutta la vita, ma poco importava avevano guarito da un male tanto temuto, e i pazienti avevano solo parole di riconoscenza per il medico che aveva ridato loro una vita da vivere.

Ora le cose sono cambiate: la ricerca ha prodotto nuove tecniche di intervento, nuovi presidi farmacologici e nuovi dispositivi medici adeguati atti alla riabilitazione, oggi si può subire un intervento di prostatectomia radicale e mantenere attiva l'attività sessuale.

Quando viene diagnosticato un tumore alla prostata si deve sapere che c'è un’altissima probabilità di guarigione, ma se si sente parlare di rischio di impotenza lo si minimizza perché quello che interessa prima di tutto è guarire del cancro.

 La potenza sessuale in quel momento non interessa, ma a guarigione avvenuta e passata la paura per essere stati aggrediti da un male così debilitante psicologicamente con l’idea di poter rimanere impotenti diventa un problema angosciante.

Come dicevamo dopo l'intervento e passati alcuni mesi dalla guarigione per la maggior parte dei pazienti, emergerà il problema dell’impotenza sessuale.

 La salvaguardia della funzione erettile è oggi un obiettivo rilevante nella chirurgia urologica.

Con la chirurgia robotica, la tecnica nerve sparing, attraverso percorsi chirurgici sempre più sofisticati, si ha la  conservazione della funzionalità erettile in un’alta percentuale di casi, se seguita da un valido protocollo riabilitativo.

Se il fatto di rimanere impotenti dopo prostatectomia radicale non vi crea problemi, non perdete il vostro tempo con questa lettura che risulterebbe inutile.

Se invece pensiate che la vostra funzione erettile sia comunque un bene da ripristinare, allora leggete quanto descritto con attenzione.

La prostatectomia radicale è un intervento chirurgico che consiste nell’asportare completamente la prostata ed altre strutture che la circondano quando è stato diagnosticato un cancro di prostata.

L’obiettivo dell’intervento è quello di curare in modo definitivo il cancro prostatico.

 

 Dopo l’intervento

 Dopo un intervento con risparmio dei nervi per la riabilitazione della funzionalità erettiva potrebbero trascorrere da  alcuni mesi fino a 2 anni dall'intervento, il tempo necessario perché la vascolarizzazione ritorni in condizioni ottimali e i nervi "dimentichino i traumi” subiti durante  le manovre chirurgiche.

Per facilitare il ritorno delle erezioni viene oggi consigliato di eseguire una “Riabilitazione”

È protocollo che si da al paziente che consiste nel mandare il pene periodicamente in erezione utilizzando dei farmaci, delle terapie o dei dispositivi in grado di stimolare l’erezione,“Riabilitare” l’erezione significa stimolare il pene ad avere delle erezioni già a partire dall’immediato periodo post intervento.

Con il Vacuum Device AndroBath si ha il vantaggio espandere il tronco del pene per vascolarizzare l’organo apportando sangue arterioso in quantità maggiore alla norma e tenendo elasticizzati i tessuti per non far subentrare una fibrosi con conseguente retrazione del tronco del pene e un dimagrimento dello stesso

Poiché le erezioni spontanee sono assenti in questo periodo, è necessario fare un uso regolare di quegli stessi farmaci o dispositivi che normalmente si utilizzano in caso di impotenza per avere erezioni. “Stimolare” le erezioni durante i primi mesi dopo l’intervento serve ad aumentare le probabilità che i nervi erettivi riprendano a trasmettere i segnali che arrivano dal cervello, in altre parole, aumentare le probabilità di riuscita della riabilitazione.

La terapia che si è dimostrata più efficace nel facilitare il ritorno dell’erezione dopo una Prostatectomia Radicale in cui siano stati risparmiati i nervi e stato il Vacuum Device AndroBath 

 

Farmaci orali (con il principio attivo PDE5i)

Sono un gruppo di farmaci che condividono lo stesso principio attivo il PDE5i. Sono utili come terapia dell’impotenza sessuale media e lieve se presi poco prima di fare attività sessuale. L’idea di utilizzare questi farmaci per facilitare il ritorno delle erezioni dopo l’intervento di prostatectomia radicale parte degli specialisti la contestano, in quanto quando viene innescato il meccanismo dell’erezione le arterie si dilatano (per cui dovrebbero apportare maggior quantità di sangue arterioso) e le vene si occludono per poter mantenere rigido il tronco del pene, per cui l’idea di un maggior apporto di ossigeno per vascolarizzare l’organo è vanificata dalla mancata circolazione del sangue all’interno del pene, la maggior parte dei pazienti prostatectomizzati non possono avere erezioni per quando precedentemente descritto per cui perché questi farmaci funzionino è necessario che vi sia stata precedentemente una riabilitazione in abbinata con il Vacuum Device e una adeguata stimolazione sessuale, cosa che spesso il paziente non riesce o non desidera avere per un certo tempo dopo l’intervento.

Lo stesso discorso vale per le iniezioni nel pene con Il farmaco a base di prostaglandina, è acquistabile in farmacia solo con la ricetta di uno specialista urologo o andrologo che dichiari che al paziente è stato insegnato come farsi le iniezioni.

Sia la preparazione del farmaco che l’apprendimento della tecnica di autoiniezione sono molto semplici.

Per molti pazienti è sufficiente vederlo fare una volta dallo specialista. La dose di farmaco da iniettare da utilizzarsi viene consigliata dallo specialista.

È consigliato eseguire 3 iniezioni distribuite nell’arco della settimana. Dal momento che il farmaco è in grado di portare il pene in erezione anche in assenza di una stimolazione sessuale, l’iniezione può essere fatta in qualsiasi momento della giornata.

L’erezione comparirà solitamente entro 10 minuti e non dovrebbe protrarsi per più di 1 o 2 ore. Il paziente può in questo caso utilizzare l’erezione ottenuta per l’attività sessuale se lo desid

Il Vacuum Device, significa letteralmente “dispositivo che fa il vuoto” È consigliabile utilizzarlo tutti i giorni.

Per una descrizione del suo utilizzo si rimanda a fondo pagina

I farmaci orali sono controindicati in modo assoluto nei pazienti cardiopatici che fanno uso di principi attivi a base di nitroglicerina. Spetta comunque sempre e solo al medico decidere se il paziente li può assumere.

Le iniezioni nel pene possono provocare nei  pazienti un’erezione dolorosa o un fastidioso bruciore, oppure, raramente, se un’erezione che si prolunga per 4 ore (priapismo). Quest’ultima evenienza può creare dei danni al pene e per risolvere il problema si deve andare urgentemente al pronto soccorso.

Anche un intervento di prostatectomia radicale riuscito perfettamente può non aver successo sul ripristino dell’erezione se il paziente non ha la pazienza di eseguire metodicamente il trattamento proposto subito dopo

 

L’intervento.

 Se l’erezione spontanea non ritorna entro 1 o 2 anni dall’intervento, è molto difficile che questo si possa verificare in futuro, in questo caso è altamente consigliato l’uso del vacuum device AndroBath Med

Il paziente deve accettare il fatto che, se vuole ancora avere un’attività sessuale, dovrà sempre fare uso di una qualche forma di terapia.

Tuttavia bisogna ricordare che in questi casi, (contrariamente a quanto succede dopo un intervento in cui non sono stati risparmia i nervi erettivi) l’assunzione di farmaci orali sono efficaci al momento di fare l’attività  sessuale.

Nel periodo postoperatorio in cui le erezioni, (soprattutto quelle notturne), sono assenti, il pene subisce, a causa della sua scarsa ossigenazione, dei danni tali da impedirgli di funzionare una volta che i nervi siano guariti.

Se l’intervento è stato effettuato senza risparmiare i nervi dell’erezione, il ripristino dell’erezione spontanea è praticamente impossibile.

Esistono 3 tipi di trattamenti per l’impotenza che si possono utilizzare

con successo anche quando i nervi dell’erezione non funzionano:

 

  •          le iniezioni nel pene
  •          l’innesto di una protesi peniena.
  •          Il vacuum device AndroBath

 

Le iniezioni hanno una percentuale di successo dell’80%. La “puntura” nel pene è quasi sempre indolore mentre l’erezione può essere talvolta fastidiosa e dolorosa.

L’intervento di protesi peniena è l’unica terapia che può garantire un’erezione nel 100% dei casi. Non solo, è anche quella che dà il massimo grado di soddisfazione al paziente secondo un recente studio americano (Rajpurkar A, 2003). Il problema è il costo elevato per una protesi di ultima generazione e comunque si deve utilizzare il Vacuum

AndroBath prima e dopo l’intervento.

AndroBath negli ultimi anni è molto utilizzato anche in Italia, se il paziente lo utilizza correttamente ed è motivato allora le percentuali di successo possono essere anche dell’80%.

Anche dopo un intervento eseguito senza salvare i nervi, la terapia con AndroBath va iniziata il più presto possibile! Andrebbe fatta anche se il paziente non ha ancora pensato di riprendere l’attività sessuale.

Si è infatti appurato che AndroBath è molto efficace specialmente se viene utilizzato dopo 1 mese dall’intervento chirurgico, mentre per un intervento eseguito senza risparmiare i nervi è consigliabile fare una sorta di “riabilitazione”, non tanto nella speranza di riprendere le erezioni spontanee (che abbiamo spiegato non essere possibile), quanto per far sì che il tronco del pene non perda in elasticità e la vascolarizzazione possa essere ripristinata e mantenuta al meglio.

Se si desidera solo fare la “ginnastica” del pene”, allora non è necessario applicare l’anello costrittivo. In caso contrario, questo anello consentirà al paziente di ottenere un’erezione che si mantiene per un tempo sufficiente pe

un rapporto sessuale.

Con un utilizzo corretto di AndroBath si possono ottenere erezioni valide per la penetrazione sessuale in più dell’80% dei casi.

Si suggerisce di iniziare la terapia il prima possibile, subito dopo la rimozione del catetere che avviene di solito dopo Pochi giorni.

L’attività sessuale non solo può essere ripresa non appena il paziente se la sente, ma è anzi è consigliata in quanto rappresenta la migliore forma di ginnastica per il pene oltre che essere un ottimo incentivo per l’assunzione della terapia.

Alcuni pazienti riferiscono rapporti sessuali già dopo il primo mese dall’intervento.

La terapia riabilitativa dovrebbe, in teoria, essere proseguita sino a quando il paziente non ha recuperato la capacità di avere erezioni spontanee che portino il pene sufficientemente rigido anche nel tempo per avere un rapporto sessuale soddisfacente.

 

L’utilizzo del vacuum AndroBath non ha controindicazioni particolari salvo un lieve fastidio nel momento in cui il pene viene posto in espansione per effetto della trazione provocata dal vuoto.

La riabilitazione dell’erezione con il Vacuum Device AndroBath è in grado di dare la massima garanzia di recupero dell’erezione spontanea dopo un intervento di prostatectomia radicale eseguito con il risparmio dei nervi. Non a caso, i migliori risultati di recupero dell’erezione vengono ottenuti con un protocollo ben definito e sperimentato dove tutti i pazienti ricevono precise istruzioni su come eseguire il programma riabilitativo.

Il Vacuum Device AndroBath espande il volume del pene di circa il 30% senza innescare il meccanismo dell’erezione, per cui il sangue continua a circolare normalmente e lo spazio che si crea nei corpi cavernosi espansi viene riempito da sangue arterioso, per cui nel tempo avviene una vascolarizzazione ottimale anche periferica e mantiene elasticizzati i tessuti del pene per evitare un accorciamento del pene e un dimagrimento dello stesso evitando inoltre la fibrosi.

Il Vacuum device AndroBath interagisce con i tessuti profondi causando stress meccanico con conseguente rilascio di fattori angiogenici che inducono la neovascolarizzazione dei tessuti espansi e migliora il flusso di sangue, stimola il rilascio da parte del tessuto cavernoso del pene di fattori di crescita vascolari ed endoteliali.

E’ dimostrato che dopo chirurgia pelvica (prostatectomia radicale) associata o meno ad accorciamento del pene, il tessuto elastico del pene viene sostituito gradualmente da tessuto anelastico tipo collagene, se poi tale fenomeno è associato al calo della produzione di testosterone, si deve ricorrere a un trattamento con il Vacuum Device AndroBath che in seguito alla espansione dei tessuti con conseguente stimolo neoangiogenetico e quindi alla migliore ossigenazione del pene contrasta tale fenomeno è come se i tessuti espansi dal Vacuum si rigenerassero e l’involuzione del processo è tanto più evidente quanto più precoce è l’inizio del trattamento.

L’effetto del trattamento è evidente dopo 4/5 settimane dall’inizio del trattamento. 

Il protocollo seguito è 4 volte a settimana fino al ripristino del'erezione con una pressione di 180/185 poi proseguire a giorni alterni per un altro mese o più se necessario.  

 

Effetti dello stretching prodotto dal Vacuum Device AndroBath

  • Miglioramento attività erettile spontanea ed indotta
  • Ripristino elasticità della muscolatura liscia
  • Stimolazione della rigenerazione nervosa
  • Ripristino della funzione endoteliale
  • Reclutamento delle cellule con ruolo rigenerativo

 

Il pene, lasciato per molto tempo “inattivo” dopo l’intervento, subisce danni tali alle sue strutture (dovuti sempre alla scarsa ossigenazione) che solo il Vacuum Device risulta essere efficace.

L’intervento chirurgico di protesi peniena può essere effettuato in qualsiasi momento dopo la prostatectomia radicale.

 Conclusioni

 L’intervento di prostatectomia radicale può essere fatto in due modi:

  • risparmiando i nervi dell’erezione; in questo caso si ha un’alta probabilità di riuscire a riprendere le erezioni spontanee
  • Senza risparmiare i nervi dell’erezione; in questo caso si rimane impotenti al 100%.
  • I pazienti che hanno subito l’intervento con il risparmio dei nervi devono iniziare subito una "riabilitazione” se vogliono avere possibilità di recuperare l’erezione spontanea.
  • I pazienti cui non sono stati risparmiati i nervi dovranno sempre fare uso di qualche terapia se vogliono avere delle erezioni.

 

In questo caso le terapie avranno un’alta probabilità di successo solo se iniziate il prima possibile dopo l’intervento.

 


 

Bibliografia

 

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Catalona WJ. Management of cancer of the prostate. New Engl J Med 1994; 331: 996-1004.

 

Chang DW, Wood CG, Kroll SS, Youssef AA, Babainan J. Cavernous nerve reconstruction to preserve erectile function following non-nerve sparing radical retropubic statectomy: a prospective study. Plast Reconstr Surg 2003; 111 (3): 1174-1181.

 

Gralnek D, Wessells H, Cui H, Dalkin BL. Differences in sexual function and quality of life after nerve sparing and non-nerve sparing radical retropubic prostatectomy. J Urol 2000; 163: 1166-1170.

 

Koeman M, Va Driel MF, Weijmar Schultz WCM, Mensink HJA. Orgasm after radical prostatectomy. Br J Urol 1996; 77 (6): 861- 864.

 

Rabbani F, Stapleton AM, Kattan MW, Wheeler TM, Scardino PT. Factors predicting recovery of erections after radical prostatectomy. J Urol 2000; 164 (6): 1929-1934.

 

Rajpurkar A, Dhabuwala CB. Comparison of satisfaction rates and erectile function in patients treated with sildenafi l, intracavernous prostaglandin E1 and penile implant surgery for erectile dysfunction in urology practice. J Urol 2003; 170 (1): 159-163.

 

Riabilitazione dopo Prostatectomia Radicale

 

La diminuzione in lunghezza e circonferenza del pene

Come abbiamo detto, tutti i trattamenti per il carcinoma localizzato della prostata possono avere un impatto negativo sulla salute sessuale. Nello specifico, il trattamento chirurgico causa non solo possibile perdita della funzione erettile e incontinenza, ma anche dolenzia durante i rapporti sessuali e ipotrofia del pene. In particolare, quest'ultimo effetto è stato osservato in svariati studi e risulta essere un esito relativamente comune della prostatectomia radicale. Poiché i due effetti sono collegati, il ritorno alla funzione erettile compensa o limita il ritiro dell'asta del pene.

Il ruolo di Androbath nella riabilitazione del pene

La prostatectomia radicale convenzionale o laparoscopica robot-assistita può causare lesioni alla struttura vascolare e nervosa del pene nonostante la meticolosa applicazione della tecnica con risparmio dei nervi erettivi (NSRP); il recupero dalla disfunzione erettile può infatti proseguire anche per 5 anni dopo l'intervento. Le lesioni possono essere provocate dalla trazione e manipolazione dei fasci neurovascolari anche se l'intervento viene eseguito da un chirurgo di grande esperienza, ma va osservato che gli stessi effetti si ottengono anche a seguito della radioterapia o brachiterapia (una forma di radioterapia che si avvale di piccole capsule contenenti sorgenti radioattive). L'alterazione funzionale dei nervi (neuroprassia) indotta dai trattamenti descritti provoca una lesione della muscolatura liscia cavernosa del pene e l'accumulo patologico di collagene (fibrosi). Le manifestazioni di questi cambiamenti possono evidenziarsi con una disfunzione veno-occlusiva cavernosa (CVOD), ritiro e ipotrofia del pene (riduzione delle dimensioni), sviluppo di placche fibrose Peyronie-simili, e curvatura.

Gli studi hanno evidenziato che il momento migliore per iniziare la terapia con il vacuum (AndroBath). dopo la prostatectomia radicale è immediatamente successivo alla rimozione del catetere. Un timing accurato favorisce infatti il mantenimento dell'integrità dei tessuti cavernosi, la quale a sua volta impedisce che la fibrosi cavernosa precluda il ritorno delle erezioni spontanee o diminuisca la risposta alle terapie della disfunzione erettile, attenuando l'ipotrofia che nevitabilmente riduce le dimensioni del pene.

L'uso di Androbath consente di migliorare sensibilmente la velocità di picco del flusso delle arterie cavernose del pene, aumentando il flusso arterioso cavernoso e la saturazione di ossigeno del sangue cavernoso subito dopo l'erezione, con un aumento sia del contributo arterioso, sia di quello venoso. Il confronto tra le diverse terapie per il trattamento della disfunzione erettile è riportato nella tabella che segue.

Tabella #1 –  Riabilitazione del pene post-prostatectomia radicale

Legenda degli acronimi: DE = Disfunzione erettile; EF = Funzione erettile; IIEF-EF = International Index of Erectile Function-erectile function domain; NSRP = Prostatectomia Radicale con risparmio dei nervi; NNSRP = Prostatectomia Radicale senza risparmio dei nervi; RP = Prostatectomia Radicale; SEP = Sexual Encounter Profile; VCD = Vacuum utilizzato con l'anello di costrizione; VED = Vacuum utilizzato senza anello di costrizione (AndroBath).

Primo autore

Popolazione

Numero

Efficacia della terapia

Köhler, 2007

1 mese dopo RP (Gruppo 1) o 6 mesi dopo RP (Gruppo 2)

28

- Negli uomini che hanno iniziato VED 1 mese dopo RP, IIEF-EF era 11.5 dopo 3 mesi e 12.4 a 6 mesi
- negli uomini che hanno iniziato VED 6 mesi dopo RP, IIEF-EF era 1.8 e 3.0 rispettivamente dopo 3 e 6 mesi
- SPL conservata nel Gruppo 1 e significativamente ridotta di circa 2 cm nel Gruppo 2

Raina, 2006*

Pazienti che dopo RP hanno sviluppato DE

109

- 80% ha usato VED con frequenza bisettimanale con soddisfazione del partner del 55%

Zippe, 2008**

Pazienti dopo NSRP

60

- Negli uomini che hanno seguito la terapia, il 23% riferiva diminuzione in lunghezza/circonferenza contro il 63% dei non-VED, dopo 9 mesi di utilizzo
- 80% degli uomini che hanno seguito la terapia riferiscono di un più rapido ritorno all'attività sessuale

Dalkin, 2007

Uomini con buona EF dopo NNSRP

42

- Negli uomini che hanno utilizzato il VED per almeno il 50% del tempo, solo il 3% ha avuto una diminuzione
≤1.0 cm

Gontero, 2005***

Uomini potenti dopo NNSRP

76

- 52% è considerato responder al VED
- Dopo 1 anno il 20% ricorreva ancora a sistemi per indurre l'erezione

Engel, 2011¹

Uomini con cancro della prostata dopo  prostatectomia robotica bilaterale con risparmio delle strutture nervose

23

- IIEF-5 era significativamente più elevato a 6, 9 e 12 mesi
- Punteggi rigidità del pene significativamente maggiori a 6 e 9 mesi
- Dopo 12 mesi 92% rispondeva “sì” alla domanda sulla penetrazione vaginale (SEP2) contro il 57% con solo tadalafil e “sì” alla SEP3, contro il 29% con solo  tadalafil

Baniel, 2001²

Uomini sottoposti a RRP

85

92% rispondeva a VED con erezione sufficiente alla penetrazione vaginale
- 14% accettava di proseguire VED a casa

* VED o solo osservazione

** VED vs. no VED

*** Trattamento consecutivo con sildenafil poi VED e altre terapie per la DE

¹ Tadalafil o tadalafil + VED quotidiano senza anello di costrizione

² Trattamento progressivo della DE, iniziato con VED


Un limite essenziale della terapia riabilitativa con gli induttori dell'erezione (PDE-5i, di cui fanno parte sildenafil, vardenafil e tadalafil) è che per produrre una funzione adeguata la sua azione richiede nervi intatti capaci di produrre monossido di azoto (NO). Si è teorizzato che i PDE5i operino attraverso un meccanismo endoteliale separato e neuro-indipendente; tuttavia questa ipotesi è indimostrata.

Grazie alla ridotta percentuale di complicanze e alla sua efficacia, alla sua natura non farmacologica e al fatto che è l'unica modalità disponibile di conservazione della lunghezza del pene, la riabilitazione con Androbath si configura come scelta ideale per la riabilitazione peniena dopo prostatectomia radicale o altri interventi pelvici.

La riabilitazione del pene con Androbath dopo la prostatectomia radicale deve avvenire senza l'ausilio dell'anello di costrizione.

 

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